Prima la Comunità -

EMILIA ROMAGNA: i Punti di comunità – Parma

La comunità che si organizza: i punti di comunità di Parma
di Gianfranco Bertè


La costruzione di reti collaborative rappresenta per lo scenario evolutivo dei servizi pubblici un fine ampiamente condivisibile e nel contempo un mezzo estremamente efficace: supportare e manutenere l’ingaggio delle comunità, mediato dai tessuti associativi già attivi o di nuova nascita, rappresenta infatti una strategia di investimento in capitale sociale altamente remunerativa in termini di efficacia delle risposte, appropriatezza della domanda ed efficienza dei sistemi di welfare locale. Con questa consapevolezza possiamo leggere l’esperienza ormai consolidata dei “Punti di comunità” nati e sviluppati a Parma nell’ambito del progetto “Parmawelfare” [1] .

I Punti di comunità (attualmente dieci distribuiti sul territorio del capoluogo, ma in crescita anche in altri ambiti della provincia) sono luoghi fisici, a disposizione dei cittadini delle comunità di riferimento; in questi Punti gruppi di volontari formati, coordinati da alcuni facilitatori, offrono servizi di “domiciliarità leggera”, accompagnamento e orientamento ai servizi alle fasce più fragili della popolazione.

L’idea del Punto di comunità nasce attorno a due traiettorie complementari: da un lato sostenere le fragilità (anche quelle temporanee legate ai normali fatti della vita di ognuno di noi) attraverso una rete di servizi di prossimità che vede nei “volontari a chilometro zero” il motore e la struttura portante, dall’altro stimolare nuovo volontariato (talvolta anche tra gli utenti stessi) e nuove forme di collaborazione e integrazione tra le realtà associative già attive nei territori di riferimento. Nell’esperienza parmigiana il raccordo inter-istituzionale, in particolare con i servizi sociali comunali e con alcuni servizi dell’Azienda Sanitaria e di quella Ospedaliera, si è dimostrato la chiave fondamentale per il riconoscimento dell’esperienza e per il suo progressivo radicamento a fianco dei servizi istituzionali.

In particolare, l’inserimento di un Punto di comunità all’interno delle Casa della comunità risponde sia a una logica di trasversalità rispetto alle politiche sociali e sanitarie e sia a una volontà di pervenire a distribuzione diffusa sul territorio; rispetto in particolare al tema della distribuzione capillare sul territorio, questa appare come una potenzialità particolarmente evidente in contesti come quello di Parma, che vedono una forte pervasività delle Case della salute/Case della comunità (30 su una popolazione di 450 mila abitanti).

L’efficacia di una simile impostazione è stata sperimentata con successo nel capoluogo dove, nella Casa della comunità di via XXIV Maggio (inaugurata nella primavera 2022), la presenza continuativa dei volontari del Punto di comunità (collocati strategicamente all’ingresso della struttura) ha consentito di sviluppare e consolidare relazioni tra mondi professionali diversi creando nel contempo nuove opportunità per i cittadini, nuove progettualità in grado di coinvolgere nuovi volontari e valorizzando in modo fortemente contestualizzato le competenze dei professionisti.

Pur con alcune innegabili e comprensibili difficoltà, la definizione di un percorso di formazione condiviso (Comune, Ausl, medici di medicina generale, volontari) ha portato alla sperimentazione di nuovi dispositivi organizzativi capaci di facilitare l’accesso ai servizi, orientare a un ricorso più appropriato e consapevole ai servizi, favorendo nuove progettualità e un sistema di relazioni inter-professionali sempre più fluido ed efficace.

In altre parole, grazie allo stimolo del volontariato (promosso e sostenuto anche dalle istituzioni locali), il servizio pubblico “prende la forma collaborativa, tipica delle politiche definite comunemente di “cittadinanza attiva”, collegandosi ai cittadini che si fanno promotori.”

[1] www.parmawelfare.it :il progetto, nato nell’ambito dei Laboratori “Esprit” promossi dalla Fondazione Cariparma già nel 2016, vede collaborare attraverso un inedito ma efficace protocollo d’intesa Comune di Parma, Ausl, Azienda Ospedaliero-Universitaria, Centro Servizi al Volontariato (CSV Emilia), Consorzio Solidarietà Sociale, Università degli Studi di Parma, Caritas, ASP Parma, CGIL, CISL e UIL.

Vai alla barra degli strumenti