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Le associazioni per la salute mentale: «Il nuovo Piano nazionale riporta indietro di decenni»

Il Coordinamento Nazionale per la Salute Mentale, insieme a oltre cento associazioni, tra cui Prima la comunità, ha diffuso una lettera aperta al Ministero della salute in risposta alla bozza del nuovo Piano Nazionale di Azioni per la Salute Mentale 2025-2030.

Nel documento si esprime forte preoccupazione per un impianto ritenuto arretrato, centrato su un approccio biomedico e securitario, lontano dai principi della legge 180 e dai diritti delle persone. Le organizzazioni denunciano l’assenza di risorse, personale e investimenti nei servizi territoriali, chiedendo invece un piano fondato sui determinanti sociali di salute, sull’inclusione e sulla partecipazione.

La lettera sollecita il Ministro, le Regioni e l’ANCI ad aprire un confronto reale con operatori, familiari e persone con esperienza diretta di sofferenza psichica, per costruire insieme politiche di cura rispettose e comunitarie.

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