Prima la Comunità -

Intervento del nostro presidente: «Case della comunità: non possiamo tornare indietro»

La nuova fase politica coincisa con l’avvento di una nuova legislatura dovrà essere capace, per quanto ci riguarda, di dare continuità a quanto avviato rispetto alla riorganizzazione della medicina territoriale, che ha trovato nell’istituzione della Casa della comunità la sua espressione più evidente e significativa.

Quanto scritto nel PNRR e nel cosiddetto DM 77 non solo va confermato, ma riteniamo debba essere rilanciato nell’ottica di ribadire alcuni principi base che hanno caratterizzato il cammino di Prima la comunità.

Ne richiamo solo alcuni, che forse in questa fase sono più urgenti di altri. Il primo è che le politiche di salute sono da intendere come politiche sociali da attuare sul territorio, nell’ottica di una profonda integrazione sociosanitaria; il secondo è il superamento della logica prestazionistica; il terzo è la salute come diritto costituzionale universale.

Il lavoro svolto sin qui ci chiede di non retrocedere da quanto finora raggiunto. Siamo arrivati a dare un valore preciso alla parola ‘comunità‘ e questo è il momento di iniziare a sperimentarlo.

Diverse esperienze sono già partite con l’idea di essere dei laboratori di innovazione. È un patrimonio, questo, che non va disperso; pertanto dovremo impegnarci a tenere la barra dritta sul tema della sperimentazione sapendo che stiamo vivendo un cambiamento che, come tale, ha bisogno di essere sostenuto.

In particolare, c’è da lavorare sul coinvolgimento delle professioni che dovranno operare insieme in un’ottica di connessione e non di separazione. Così come bisogna insistere sull’apporto delle università per il monitoraggio delle esperienze oltre che per i processi formativi.

Sono tutti temi da rilanciare fortemente nel contesto nel quale siamo. Pensiamo che non si possa più tornare indietro dalla direzione di considerare la comunità come il luogo dove si realizza la salute e il benessere delle persone.

Quindi non si cancellino le esperienze già intraprese in tal senso, né si ridiscuta la decisione di istituire le Case della comunità. Piuttosto si continui a perseguire quel cambio di paradigma, ‘dalla sanità alla salute’, che come associazione Prima la comunità stiamo cercando di portare avanti.

DON VIRGINIO COLMEGNA, PRESIDENTE ASSOCIAZIONE PRIMA LA COMUNITÀ